Quali sono le responsabilità del datore per l’esposizione dei lavoratori a rischi di carattere geopolitico, nel caso in cui l’attività si svolga all’estero? La norma di riferimento in tali casi è l’ art. 2, c. 1, lett. q), del D.Lgs. n. 81/2008. L’obbligazione di sicurezza ex art. 2087 c.c. si collega all’art. 28 del decreto, il quale stabilisce a capo del datore di lavoro un dovere di valutare tutti i rischi, di natura infortunistica, igienica e organizzativa, a quali son esposti i lavoratori subordinati e equiparati. Un’estensione ai “rischi generici aggravati” legati al panorama geopolitico del Paese estero è stata effettuata dalla giurisprudenza, secondo la quale il datore di lavoro deve predisporre un documento di valutazione dei rischi subiti dai propri sottoposti all’estero durante l’attività lavorativa, disponendo per l’omissione una condanna a pagare sanzione di 150mila euro. Il documento di valutazione del rischio deve riguardare anche rischi ambientali potenziali e peculiari e deve esservi la ragionevole e concreta possibilità che si manifestino in correlazione al lavoro svolto. I datori di lavoro hanno dunque il dovere di predisporre il documento e valutare con cognizione le prospettive di rischio dei propri sottoposti, pena importanti sanzioni.

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