Il Decreto legge 3 settembre 2019, n. 101 “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.207 del 4 settembre 2019. La “disposizioni per la tutela del lavoro” sono state emanate al fine di “assicurare protezione economica e normativa ad alcune categorie di lavoratori particolarmente deboli“, la cui protezione veniva reclamata con una certa urgenza. Trattasi di  disposizioni anche volte a consentire la piena attuazione delle procedure connesse al riconoscimento del reddito di cittadinanza ed altre emanate secondo criteri di straordinarietà per fare fronte a rilevanti crisi industriali in corso, con potenziamento della struttura per le crisi d’impresa.

Il decreto prevede alcune modifiche al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, laddove si prevede l’applicazione delle disposizioni “anche qualora le modalità di esecuzione della prestazione siano
organizzate mediante piattaforme anche digitali”. La norma prevede inoltre un’ampliamento delle tutele in favore degli “iscritti alla gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, l’indennità giornaliera di malattia, l’indennità di degenza ospedaliera, il congedo di maternità e il congedo parentale sono corrisposti, fermi restando i requisiti reddituali vigenti, a condizione che nei confronti dei lavoratori interessati risulti attribuita una mensilità della contribuzione dovuta alla predetta gestione separata nei dodici mesi precedenti la data di inizio dell’evento o dell’inizio del periodo indennizzabile”.

La misura vigente dell’indennità di degenza ospedaliera viene aumentata del 100 per cento e viene conseguentemente aggiornata la misura dell’indennità  giornaliera di malattia.

Altro aspetto interessante è la tutela accordata al “lavoro tramite piattaforme digitali” che consiste nell’attribuzione dei livelli minimi di tutela “per i lavoratori impiegati nelle attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore di cui all’articolo 47, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 attraverso piattaforme anche digitali”. “Il corrispettivo per i lavoratori di cui al comma 1 – recita la norma – può essere determinato in base alle consegne effettuate purché in misura non prevalente. I contratti collettivi possono definire schemi retributivi modulari e incentivanti che tengano conto delle modalità di esecuzione della prestazione e dei diversi modelli organizzativi. Il corrispettivo orario è riconosciuto a condizione che, per ciascuna ora lavorativa, il lavoratore accetti almeno una chiamata”.

Fondamentale è l’Art. 47-ter  che prevede per questi prestatori di lavoro la “copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Il premio di assicurazione INAIL è determinato ai sensi dell’articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, in base al tasso di rischio corrispondente all’attività svolta. Ai fini del calcolo del premio assicurativo, si assume come retribuzione imponibile ai sensi dell’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, la retribuzione convenzionale giornaliera di importo corrispondente alla misura del limite minimo di retribuzione giornaliera in vigore per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale, rapportata ai giorni di effettiva attività, indipendentemente dal numero delle ore giornaliere lavorative. Ai fini dell’assicurazione INAIL, l’impresa che si avvale della piattaforma anche digitale è tenuta a tutti gli adempimenti del datore di lavoro previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965″.

 

Il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

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